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Hello, Hello, Hello, How Low

09/01/2010

Il passero di Greg

 

Non ricordo niente o quasi, un forte rumore nella mia stanza da letto, delle voci confuse poi un gran dolore alla testa che per altro non è ancora passato.

Non posso muovere ne mani ne piedi e di sicuro sono chiuso dentro qualcosa di poco pulito, deve essere un sacco di Utah e dal la musica di Miles Davies che sento, deve essere Utah jazz, almeno fosse stato un sacco di Los Angeles Lakers avrei potuto incontrare Kobe Bryant.


Attraverso la fitta trama del sacco non passava nemmeno un filo di luce fino a che non trovai all'interno del sacco stesso un interruttore, di colpo si illuminò tutto, ero solo.

Dovevo trovare un modo per slegarmi le mani e i piedi, all'improvviso mi tornare in mente gli anni '80 davanti alla tv in compagnia della mia compagnuccia di giochi, io a bocca aperta di fronte ai due più grandi maestri di vita di tutti i tempi: McGyver e l'A-Team mentre lei a bocca aperta un po più giù.


Molti di quelli che leggeranno questo mio racconto penseranno che io stia esagerando, a quelli io voglio dire che fin dalla più tenera età sono stato un meraviglioso gigolò, io prima proponevo di giocare al dottore e alla fine lasciavo la parcella alla porcella di turno.


Tutto d'un tratto il silenzio di quel momento fu rotto dagli schiamazzi sconnessi di uno o più d'uno, due e/o più persone.

“El capo na dito de no farghe niente”

“E se comince elo?”

“Nianca un cavelo bisogna cavarghe!!!! astu capio?”

“Come che ti vuoi”


Il nodo che mi teneva chiuso nel sacco venne sciolto e dalla bocca di quel infernale involucro infernale vidi due visi tutt'altro che rassicuranti.

“Muovate vien fuora, el capo te vuole vedare”


Uscii dal sacco, li guardai incuriosito e chiesi: “Siamo in una fogna oppure avete un contenzioso aperto con il sapone?”


“No stare minga a fare el furbo!”


Li osservai più attentamente e poi gli porsi il pollice: “Provate a stringerlo”


“Ma credistu che semo anticapati?”


“Avete il dito opponibile,non conoscete l'uso dell'acqua corrente, sembrate coscienti e consapevoli del mondo che vi circonda nonostante siate vestiti come brutte comparse di un film anni '60 sui pirati, a questo punto è inoppugnabile, potete essere solo nati a Sottomarina, ditemi Boscolo o Tiozzo?”


“Ringrasia che el capitano te vuole vedare tuto intiero, ti saresti perfeto come pastura per i squali!”


“Squali?”


“Squeli! E comunque el cognome xè Tiozzo, ma no dei squali, el nostro” rispose uno dei due buzzurri


“Voi cari signori non state affatto bene, lasciatevelo dire da un dottore della mia caratura”


I due energumeni mi tirarono in piedi e mi trascinarono fuori dalla stanza verso una destinazione ancora ignota.


“Preparate, deboto ti conosarà el capitano Jack, el più cativo pirata dei sete mari!”


Dopo una decina di minuti di cunicoli, porte di legno imputridite e barili di aringhe marinate nel rum ci trovammo di fronte ad una porta molto più grande e più nuova delle precedenti.

In cima a questa porta si stagliava un cartello in ottone con incise le seguenti parole: “No parlè, ste siti!!”


Varcammo l'enorme porta dopo che uno dei due pirati aveva battuto tre volte su di essa ad intervalli regolari.

La porta lentamente si aprì e in base al principio di Archimede ricevetti una spinta di una maleducazione inaudita che mi fece varcare la soglia.


Le pareti erano piene di timoni, reti e polene, ai lati due tavoli con dieci pirati ciascuno e proprio di fronte a me un trono con un pirata seduto sopra.


“Slegatelo e fatelo avanzare!” disse il pirata che sedeva sul trono.


“Lei deve essere il capitano Jack, piacere io sono ...”


“Tu sei il famoso Dr House, sono un fan del tuo blog ed è appunto per questo che che ti ho fatto condurre al mio cospetto”


“Condurre?, sono stato rapito!”


“Non sei nella posizione per protestare” e subito la spada di un pirata alle mie spalle era pronta a farmi la barba in profondità.


“Caro capitano Jack, dovresti sapere che sono molto amico dell'autore del blog, non ti conviene farmi arrabbiare”


“E tu caro Dottore, sempre che questo sia il tuo vero nome ...”


“Guarda che io mi chiamo Gregory … tu veramente pensavi che Dr fosse il nome e House fosse il cognome?” scoppiai in una fragorosa risata interrotta solo dalla seconda spada da barba


“Smettila di prendermi in giro, lo sai che fine ha fatto l'ultimo che ha osato ridermi in faccia?”


“No, che fine ha fatto?”


“Cazzo!!!, speravo lo sapessi tu, va beh non importa, dove ero rimasto … ah si, tu sarai pura amico dell'autore del blog, ma io sono l'idolo della fidanzata dell'autore del blog? e sai qual'è quella cosa che ha una donna e che fa dire sempre di si al suo uomo?”


“No, qual'è?”


“Neanche questo sai, non sai proprio un cazzo, ok rimarremo entrambi con il dubbio”


“Si può sapere perchè mi fatto trascinare fino a qui, io ho da fare, sono un uomo in carriera, ho mille impegni mica come te, avrai quarant'anni e ancora ti vesti da pirata!” mi cominciavo a stancare


“Seguimi e lo capirai” disse sicuro il pirata


Senza indugio segui il capitano Jack, lo vidi aggirarsi nei pressi del retro trono, poggiò gli indici nei fori oculari di due teschi che lo decoravano, il pavimento iniziò a tremare, il maestoso sedile si spostò in avanti lasciando scoperta una scaletta che portava nel sottosuolo.


Una ventina di ripidi e strettissimi gradini in pietra grezza ci separavano da una sconosciuta meta, almeno per quel che mi riguarda.


“Capitano mio capitano, non si vede niente, almeno portiamoci una torcia o una candela”


“C'è solo un problema, torce non ne abbiamo in casa, devo controllare in magazzino e lo stesso vale per le candele. Io avrei una lampada alogena, va bene lo stesso?”


I mille watt della lampada alogena ci fecero da guida, ad un certo punto riuscii a vedere attraverso un muro tanto era potente quella luce.


Continua...

28/12/2009

Why???

Ho incontato un pirata, voleva che lo curassi.

06/12/2009

Viva i medici

Dottori inetti:

Andare in ospedale per un ginocchio e tornarchi per una pancreatite, colicisti non diagnosticata, ma si può?